Vita, morte e miracoli della torta Red Velvet

Dopo aver pubblicato la ricetta della torta Red Velvet ho ricevuto alcuni messaggi con dubbi e perplessità al riguardo.

Rose Red Velvet Cake from Rose's Heavenly Cakes

E’ evidente che questa torta, per noi italiani, risulti un po’ singolare.. è decisamente diversa dai dolci a cui siamo abituati noi!

Così ho deciso di scrivere un bel post per raccontarvi l’origine di questa torta dal passato piuttosto interessante.

Le origini della Red Velvet si possono datare intorno alla seconda metà dell’800 ,ma narra la leggenda che a quei tempi, negli Stati Uniti, andasse di moda dare dei nomi ridondanti a delle torte pressochè banali (red velvet significa “velluto rosso”) e che oltretutto, sempre più o meno in quel periodo, si usasse il termine “rosso” per definire lo zucchero non raffinato.

Quindi fin qui niente scoop.

Arrivando direttamente a ridosso della seconda guerra mondiale la faccenda si fa più intricata:

Innanzitutto a quei tempi il cacao in polvere era prodotto diversamente, lasciando invariati i livelli di acidità, quindi gli acidi del cacao, o meglio i pigmenti in esso contenuti (le antocianine) reagivano con il bicarbonato di sodio che è un elemento basico, creando un colore rossastro. Ora invece il cacao viene trattato con una base alkalina che neutralizza l’acidità e questa reazione non avviene più, ecco perchè si aggiunge dell’aceto alla ricetta.

Oltretutto in tempo di guerra, quando gli alimenti erano razionati, si aggiungevano rape rosse al composto per mantenere la torta umida per più giorni.

Fino a questo punto, quindi, la torta Red Velvet aveva ancora un colore piuttosto marroncino, tendente al rosso scuro.

Ma durante la grande depressione americana, la compagnia “Adams extract”, una delle prime a produrre colorante alimentare rosso, utilizza questa torta per pubblicizzare il suo nuovo prodotto rivoluzionario…ed ecco quando la Red Velvet viene promossa da velluto marroncino a velluto rosso scarlatto.

Ok, elencati i fatti scientifici, passiamo al gossip.

Un’altra leggenda indica come gli inventori di questa torta, gli chef del ristorante del celebre Waldorf-Astoria Hotel a New York.

Nel libro The Vanishing Hitchhiker (W.W. Norton, 1989) di Jan Brunvand si cita un passaggio in cui qualcuno racconta di come una sua amica, su un autobus a San Jose,  avesse incontrato una signora che distribuiva volantini con la ricetta di questa torta. Apparentemente la signora in questione si era da poco recata a New York dove aveva cenato e assaggiato la torta Red Velvet. Tornata a San Jose non aveva potuto fare a meno di scrivere allo chef del Waldorf-Astoria per complimentarsi con lui e chiedergli la ricetta della sua favolosa torta. In seguito l’aveva ricevuta insieme ad un conto stratosferico, e alla nota dello chef che le consigliava, in futuro, di imparare a chiedere se per caso il servizio avesse un costo, arrivederci e grazie.

Di conseguenza la signora non aveva trovato altro modo per  vendicarsi di lui, che distribuire la sua ricetta, gratuitamente a chiunque la volesse.

Dunque questo ci porta a spiegare come questa torta sia anche conosciuta come la “torta da 100$”, “200$” ecc…..e ovviamente anche ad essere fan della signora sull’autobus di San Jose.

Quello che è certo, se posso aggiungere la mia personale opinione professionale, è che apparte il brillante colore rosso che la rende senza dubbio appariscente, questa è una semplice torta alla ..vaniglia? cacao? una via di mezzo? …non lo ha ancora capito nessuno.

Perciò soprattutto rivolgendomi a chi mi ha esposto dei dubbi a riguardo dell’uso dei coloranti (“posso usare qualcosa di più naturale?”) consiglio di cercare marche di coloranti di provenienza vegetale – soprattutto nel caso del rosso, che come è noto viene estratto dalla cocciniglia (un insetto)…oppure semplicemente, realizzare una bella, buona  e naturale Red Velvet color marroncino-rossastro.

Happy baking!

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