Goodbye diet, hello Semlor!

[scorrete in basso per la versione in italiano]

“King Adolf Frederick of Sweden died of digestion problems on February 12, 1771 after consuming a meal consisting of lobster, caviar, sauerkraut, smoked herring and champagne, which was topped off by fourteen helpings of hetvägg, the king’s favorite dessert.”

Believe me when I say that these things are to die for! 🙂

Mardì gras, fat tuesday, however you want to call it, it’s Semla day. As you know by now, I’m trying to fit in my new home, so I’ll start by all sort of tradition that involves, baking, calories, eating, and – oh boy- forgetting about my diet.

Semla (plural Semlor) has a very old history. Traditionally, it was only a plain bun eaten on Shrove tuesday, from a bowl of hot milk.

Then the cream came in, and nowadays semlor are available from right after Christmas until Easter, and the tradition of the hot milk bowl (hetvägg…remember King Adolf Frederick of Sweden?) is disappearing.

Each Swede consumes on average five bakery-produced semlor each year, in addition to all those that are homemade. 

This is a recipe is adapted from the Call me cupcake one. 

Ingredients for the dough:

  • 380 gr. flour + 50 gr. for dusting
  • 25 gr. fresh yeast
  • 80 gr. butter
  • 250 gr. milk
  • 25 gr. ground cardamom
  • 35 gr. sugar
  • a pinch of salt
  • 1 egg and a splash of milk to brush

Method: 

In a saucepan, melt the butter and add the cardamom, to help release the flavour. Add the cold milk and check the temperature. Reheat or let cool until it reaches 30°C.  In a big bowl, crumb the yeast, pour over the milk and butter mix and stir until dissolved. Then add the sugar, half of the flour and mix a little. At this point add the salt and the rest of the flour. Move onto a floured surface and work until smooth, gradually incorporating the extra 50 gr. of flour, if you see that you need them. Make sure you end up with a very soft dough, or it will result in hard and dry buns.

Make balls of about 70 gr. for a regular size semla, making sure there is no flour on the table (otherwise they will never smooth) by pushing them towards the table and rolling them under your hand like so:

Now let proof on the oven tray with baking paper, covered, for about 1 hour or until they double in size.

Heat the oven at 225 °C, brush your buns with the beaten and and milk and bake for about 10 minutes, if they are 70 gr. in size.

While they cook prepare the filling:

For the chantilly:

  • 550 gr. heavy cream
  • 30 gr. icing sugar
  • 4 gr. vanilla powder (the black stuff) or the grains of 1 vanilla bean

Simply whip together all the ingredients until you get a firm consistency.

For the almond cream

  • 400 gr. almond paste
  • milk to smooth (I used about 1/2 a glass, but it will depend on the almond paste you use)

If you use a mixer, then mix the almond paste on low speed and add the milk, gradually, until you get a creamy and smooth consistency. If you are doing this by hand, start smoothing it with a fork. At the beginning it will look like a mess, but if you keep adding the milk little by little it will come together really well. Don’t add too much milk: remember that there is always time to add more, but when you add too much, there’s no way to take it back!

Once that the buns are cooked, let cool, then cut the top with a bread knife and make a whole in the center with your fingers, like so:

Put the “waste” of the bun in the almond cream and mix.

Now fill the bun with the almond cream and then add the whipped cream, either with a piping bag or with a spoon, like I did, for a more rustic look.

Put the hats back on, and dust with icing sugar.

Enjoy!

“Il re Adolfo Federico di Svezia è morto per problemi legati alla digestione, il giorno 12 febbraio 1771, dopo aver consumato un pasto a base di aragosta, caviale, crauti, aringa affumicata e champagne, il tutto accompagnato da quattordici porzioni di  hetvägg, il dolce preferito del re”

Credetemi quando vi dico che questi dolci  sono buoni da morire! 🙂

Mardì gras, martedì grasso, chiamatelo come volete, è il giorno dei Semla.

Come ben sapete sto cercando di integrarmi, qui in Svezia, e ho deciso di cominciare da tutte le tradizioni che hanno a che vedere con accendere il forno, cucinare, mangiare, calorie e – in una parola – dimenticare la mia dieta.

Semla (al plurale Semlor) è un dolce con una tradizione lunghissima. All’inizio era solo un panino senza aromi ne ripieni, mangiato il martedì prima del mercoledì delle ceneri, in una tazza di latte caldo.

Poi è arrivata la crema, e al giorno d’oggi i semlor si trovano dappertutto, da subito dopo Natale, fino a Pasqua, e la tradizione della tazza di latte (hetvägg…vi ricordate di Re Adolfo Federico di Svezia?!sta sparendo.

In media, ogni svedese consuma 5 semlor acquistati in pasticceria, e in più ne prepara a casa. 

Questa è una ricetta adattata da quella di  Call me cupcake 

Ingredienti per l’impasto:

  • 380 gr. farina + 50 per spolverare il tavolo
  • 25 gr. lievito fresco di birra
  • 80 gr. burro
  • 250 gr. latte
  • 25 gr. cardamomo in polvere
  • 35 gr. zucchero
  •  1 pizzico di sale
  • 1 uovo e un cucchiaio di latte per dorare

Metodo

In un pentolino, fondere il burro e aggiungere il cardamomo, per cominciare a liberare i profumi. Aggiungere il latte freddo e controllare la temperatura: riscaldare o far freddare, fino ad arrivare ad una temperatura di  30° C.

In una ciotola capiente sbriciolare il lievito, aggiungere il mix di latte e burro e mescolare fino a dissolvere il lievito. Aggiungere lo zucchero e metà della farina, poi il sale e la restante farina. mescolare bene e trasferire sul tavolo infarinato. Continuare ad impastare fino ad avere un impasto liscio, aggiungendo gradualmente gli extra 50 gr. di farina solo se vedete che ne avete bisogno. Dovrete comunque ottenere un impasto molto morbido, o rischierete di ottenere dei panini duri e secchi.

Formate delle palline di circa 70 gr. per un semla di dimensioni regolari. Fate attenzione che non ci sia farina sul tavolo, o non riuscirete a lisciare le palline. Spingete verso il tavolo con la mano a coppa, e muovete  la mano nel verso che preferite (io di solito vado in senso orario).

Lasciate lievitare, coperti da un panno pulito, direttamente sulla placca con carta da forno, per un’ora o finché non siano duplicati di dimensioni.

Riscaldate il forno a 225° C e dorate con un pennello i panini. Infornate per circa 10 minuti, se avete realizzato delle palline da 70 gr.

Mentre cuociono, preparate il ripieno:

Per la chantilly

  • 550 gr. panna da montare
  • 30 gr. zucchero a velo
  • 4 gr. vaniglia in polvere (quella nera) o i grani di 1 bacca di vaniglia

Montate insieme gli ingredienti fino ad avere una consistenza soda.

Per la crema di mandorle

  • 400 gr. pasta di mandorle
  • latte q.b (io ne ho usato circa mezzo bicchiere, ma dipenderà dalla pasta di mandorle che utilizzerete)

Se usate una planetaria, impastate la pasta di mandorle a velocità bassa aggiungendo il latte poco alla volta. Se invece procedete a mano, fatelo con una forchetta. All’inizio sembrerà un gran pasticcio, ma continuate a mescolare e vedrete che verrà benissimo. Non aggiungete troppo latte, si fa sempre in tempo ad aggiungere, ma se ne mettete troppo non c’è modo di toglierlo!

Una volta che i panini sono cotti, fateli freddare, poi tagliate la sommità con un coltello da pane e svuotateli con le dita, così:

Mescolate gli scarti dei panini alla crema di mandorle.

Riempite i panini con la crema di mandorle e poi aggiungete la chantilly alla vaniglia, con un sac à poche oppure con un cucchiaio per un risultato più rustico, come ho fatto io.

Rimettete “il cappello” e spolverate con lo zucchero a velo.

Buona merenda!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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