Spotted Dick …NOT what you think! ;)

[scorrete in basso per la versione in italiano]

I remember blushing when I ordered this at the restaurant. It was more like a whisper, really.

But then I read a little about it and discovered that “dick” was the word commonly used in the past for “pudding”. No one knows exactly why: some say it comes from the abbreviation of the word “pudding”, some that comes from “dough”. Anyway, all I know is that you definitely remember the first time you order it! 🙂

Apparently the history of puddings in England has had highs and lows until they went totally out of fashion at some point. During the 19th century though they had a huge revival thanks to Prince Albert, the consort of Queen Victoria, due to the fact that Victoria had a sweet tooth and puddings were her favourite thing. I have always loved Queen Victoria, and now I like her even more!

Back to spotted dick, this recipe made its first published appearance in Alexis Soyer’s The modern Housewife or ménagère, published in 1849 where it was described as a suet pastry rolled out and sprinkled with raisins. Nowadays it should be cooked in a special tin to get its traditional cylindrical shape, but the tin is impossible to find, so it is more commonly cooked in a regular pudding bowl. It is generally served hot with custard.

I really loved this recipe, it is yummy and super easy to make!

spotted dick pudding

Ingredients for one 1.2 l. pudding bowl

  • 225 g self raising flour or regular flour with 1 tsp baking powder
  • 110 g shredded regular or vegetable suet
  • 75 g golden cane sugar
  • 225 g sultanas soaked in brandy
  • a pinch of salt
  • 150 g cold water

Sieve together the flour, the baking powder if you have it and the salt. Add the suet, the sugar and the fruit previously squeezed. Add the cold water (adding a drop more if you need it) to get a firm dough.

Place the dough in a greased pudding bowl, cover with foil following THIS method and steam for 2 hours.

Serve hot with custard and enjoy!

Ricordo di essermi vergognata quando ho ordinato questo dolce al ristorante, per via del nome abbastanza singolare. Infatti più che altro l’ho sussurrato.

Ma poi ho letto un po’ di storia e ho scoperto che “dick” era in passato la parola comunemente usata per definire “pudding”. Non si sa esattamente il perché, alcuni sostengono che derivi dalla parola “dough”, altri che sia un’abbreviazione del termine “pudding” stesso. In ogni caso, quello che è certo è che vi ricorderete sicuramente della prima volta in cui lo ordinerete al ristorante! 🙂

A quanto pare la storia dei pudding in Gran Bretagna ha avuto alti e bassi, fino a che questi dolci così ricchi andarono fuori moda. Durante il diciannovesimo secolo ebbero un revival grazie al Principe Alberto, consorte della Regina Vittoria, che li riportò in auge a quanto pare a causa del fatto che Vittoria aveva un debole per i dolci e i pudding erano i suoi piatti preferiti.

A me Vittoria è sempre stata particolarmente simpatica e ora che ho scoperto questo suo amore per i dolci mi piace ancora di più!

Tornando allo Spotted Dick, questa ricetta ha fatto la sua prima apparizione su carta stampata nel libro di Alexis Soyer’s The modern Housewife or ménagère, pubblicato nel 1849 dove viene descritto come una pasta di suet stesa e cosparsa di uvette. Al giorno d’oggi viene cotto in speciali forme che gli danno la caratteristica forma cilindrica. Ma dato che questi stampi sono impossibili da trovare la maggior parte delle volte si finisce a cuocerlo in una normale ciotola da pudding. Generalmente viene servito caldo con crema inglese.

Questa ricetta mi è piaciuta tantissimo e oltretutto è facilissima da realizzare! Se non avete il suet potete provare a sostituirlo con shortening vegetale non idrogenato (avete presente quello bianco, tipo Crisco?) oppure con margarina. Potete anche utilizzare lo strutto, che è il grasso che di più si avvicina al suet oppure addirittura il burro, anche se non vi consiglio di usare solo burro per via del fatto che il dolce in se non deve avere un gusto burroso. Vi consiglio di comprare su internet dei pacchetti di suet, che viene già secco e tritato, è fantastico anche per preparare paste friabili….ma questa è un’altra storia! Lo trovate anche in versione vegetale se l’idea di fare dolci con grasso di manzo non fa per voi.

Ingredienti per una ciotola da 1.2 l.

  • 225 g farina auto lievitante oppure farina 00 e un cucchiaino di baking powder
  • 110 g suet o materia grassa scelta da voi per sostituire
  • 75 g zucchero di canna chiaro
  • 225 g uvetta sultanina ammollata in brandy
  • un pizzico di sale
  • 150 g acqua fredda

Setacciate la farina, il bakig powder se lo usate e il sale, in una ciotola. Aggiungete il suet, lo zucchero e l’uvetta strizzata. Aggiungete poi l’acqua (anche qualche grammo in più se serve) per realizzare un impasto molto sodo.

Ponete l’impasto nella ciotola da pudding imburrata, coprite con carta stagnola seguendo QUESTO metodo e cuocete al vapore per 2 ore.

Servite caldo con crema inglese e magari una bella tazza di tè al latte per un dessert very british! 🙂

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Lady Bradford’s sticky gingerbread pudding

[scorrete in basso per la versione in italiano]

I found this recipe on the Porters cooking book (which will probably be the source of many more recipes to come!).

It belongs to Lady Bradford, who is the wife of the owner of this great London restaurant, where you can still find authentic english food.

For this and almost all puddings to come you will need a 1.2 l. bowl to steam the pudding in. I use a very resistant plastic one which is apparently made for tis purpose, but a thick porcelain one or any other material that is resistant to heat will do the job. If you have a pressure cooker or a steamer the time of cooking is much faster, but I use a normal pot with a lid and I use a flat terra cotta pot as a base, so the pudding doesn’t touch the bottom.

Ingredients  

  • 75 g butter
  • 150 g milk
  • 1 tablespoon black treacle (molasses)
  • 1 tablespoon golden (corn) syrup
  • 1 egg
  • 75 g dark muscovado sugar
  • 175 self raising flour (or all purpose flour+ 1 tsp baking powder)
  • 1 tsp baking powder
  • 1 tsp baking soda
  • 2 level tsp ground ginger
  • 1/2 level tsp ground cloves
  • 75 g fresh ginger, finely chopped or grated
  • 110 g cooking or green apples, peeled and finely diced

Method

Place the butter, the treacle and the syrup in a pan and heat until the butter is melted. Then add the milk and let cool. Add the sugar and the egg and whisk. In a large bowl, sift together all the dry ingredients. Make a well in the center and pour in the liquid mixture. Whisk to create a smooth batter, then add the ginger and the apples.

Pour into a buttered pudding basin or cooking bowl. I covered the bottom part with paper, just to be 100% sure.

Cover with foil, making a pleat in the centre (in case the pudding raises while cooking!) and secure with a piece of string.

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Steam for 1 and 1/2 hours,then turn on a serving plate and serve with custard, ice cream, or, apparently, yogurt.

To steam using a regular pot, I placed some kitchen paper and a flat terra cotta pot on the bottom of the pot, then added water to cover about 1/2 of the pudding basin.

Gingerbread pudding in the bowl

Gingerbread pudding

I loved the flavour of this pudding, it is very aromatic and spicy, due to the fresh ginger…but I was expecting something moist, instead it wasn’t really “sticky”. Very good anyway, in fact as you can see I had two slices! 😉

Gingerbread pudding and custard

Ho trovato questa ricetta sul libro di cucina di Porters, dal quale probabilmente prenderò molte ricette in futuro!

Appartiene a Lady Bradford, moglie del proprietario di questo ristorante londinese dove è ancora possibile assaggiare la vera cucina inglese.

Per questo e quasi tutti i pudding a venire avrete bisogno di una ciotola da 1.2 resistente al calore, dato che la userete per cuocere al vapore. Io ne uso una di plastica apposita per pudding, ma la porcellana o qualunque materiale resistente al calore e alla cottura andrà benissimo. La vaporiera o la pentola a pressione ridurranno i tempi di cottura. Io uso una pentola normale con un piccolo contenitore piatto di terracotta sul fondo per evitare che la ciotola sia a diretto contatto con il fondo della pentola.

Noterete vari ingredienti poco noti in Italia, ma vi assicuro che per chi è appassionato di dolci, questi pudding così particolari e diversi dai dolci della nostra tradizione sono divertenti da realizzare e da scoprire uno alla volta, quindi prendete in considerazione di acquistare questi ingredienti su internet oppure di andarli a scovare in negozi specializzati. Se lo farete, comprate già il “suet” (grasso di manzo, oppure nella moderna versione vegetale) dato che se mi seguirete in questo progetto pudding ne farete largamente uso in futuro!

Ingredienti

  • 75 g burro
  • 150 g latte
  • 1cucchiaio black treacle (sciroppo di melassa)
  • 1 cucchiaio golden syrup (sciroppo di mais chiaro)
  • 1 uovo
  • 75 g zucchero muscovado
  • 175 g farina auto lievitante, oppure farina 00 con 1 cucchiaino di baking powder
  • 1 cucchiaino baking powder
  • 1 cucchiaino bicarbonato
  • 2 cucchiaini rasi di zenzero in polvere
  • 1/2 cucchiaino raso di chiodi di garofano in polvere
  • 75 g zenzero fresco, tritato finemente o grattugiato
  • 110 g mele verdi oppure mele molto acide

Metodo

Sciogliete il burro in pentolino, con lo sciroppo di mais e quello di melassa. Aggiungete il latte e fate raffreddare, poi con una frusta, incorporate l’uovo e lo zucchero. In una ciotola capiente, setacciate insieme tutti gli ingredienti secchi. Fate una fontana nel centro e versatevi il composto liquido, mescolando fino ad ottenere un impasto omogeneo. Aggiungete infine lo zenzero fresco e le mele.

Versate nella ciotola imburrata. Io ho foderato il fondo con carta da forno, giusto per essere sicura al 100%!

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Coprite con alluminio, realizzando una piega alta circa 2 dita nel mezzo, questo per permettere al pudding di avere un margine di crescita durante la cottura. Fissate tutto con uno spago e cuocete al vapore per circa 1 ora e mezza.

Servite appena cotto con crema inglese, gelato oppure yogurt (l’ho letto sul libro, ma non l’ho testato!)

Ora le considerazioni personali: questo pudding mi è piaciuto molto, è aromatico e quasi piccante per via dello zenzero fresco. Però a leggere il nome mi aspettavo qualcosa di più umido.. non l’ho trovato molto “sticky”. In ogni caso mi è piaciuto, infatti ne ho mangiate due fette! 😉

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Voi che ne pensate? Vi incuriosisce?

Cocoa and marzipan cake with whole pears

[scorrete in basso per la versione in italiano]

“..but I’m still touched by falling leaves
especially those falling on boulevards
especially chestnut leaves
and if kids are around
if it’s sunny
and I’ve got good news for friendship
especially if my heart doesn’t ache
and I believe my love loves me
especially if it’s a day I feel good about people
I’m touched by falling leaves
especially those falling on boulevards
especially chestnut leaves.”

Nazim Hikmet

You gotta love winter.

Especially if you decided to move to Sweden.

Me, I don’t like it, but I have started to appreciate the beauty of it, only since I moved here. Autumn goes so fast, I’m not even sure it is winter already….it is cold, but it is full of yellow, red and orange leaves everywhere and that is magical. Soon, they will be gone and everything will turn white. So I wanted to create a cake that could try to represent this very short period of the year, I hope you get the feeling.

So let’s say: winter is ok, with cake and hot chocolate. Deal?!

Some time ago I found a recipe for a cocoa and marzipan cake on Technicolor kitchen and I have decided to use it to make this cake. I have slightly adapted it and I am very pleased with the result!

torta con pere intere

For the poached pears:

  • 3 medium size pears, I used conference because they are delicious for baking
  • water to cover them, I used 1 liter
  • 25% sugar, I used 250 g.
  • you can add spices or flavours, like citrus peel, I didn’t because I figured out there was enough different flavours! 🙂

Start by taking the core out with the specific tool (the round one, the same that you use to make melon pearls!) from the bottom of the pears. What you want is to change their shape as little as possible. Now peel them and then bring them to boil and cook for about 10 minutes. Tip: boil the water in the kettle first, it will go much faster and it will be easier to avoid overcooking the pears!

For 1 loaf cake:

  • 200 g.  almond paste
  • 200 g. sugar (reduce the quantity, if using marzipan instead than almond paste, as it is sweeter)
  • 220 g. butter
  • 220 g. eggs
  • 4 g. salt
  • 210 g. all purpose flour
  • 45 g. bitter cocoa powder
  • 5 g. baking powder
  • vanilla powder (from the beans, not the chemical white powder! )
  • 120 g. milk
  • sliced almonds, to decorate
  • icing sugar, to decorate

cocoa cake with whole pears

Start with all the ingredients at room temperature.

Prepare the tin by greasing it with butter and dusting it with flour, then turn on the oven and 180 °C.

In a food processor or in a blender combine sugar and almond paste, mix until there are no big pieces of almond paste left. Then mix to the butter and salt and whip with a whisk until nice and airy (if you used the food processor, you can directly add the butter in, it works. The blender though, doesn’t. If you have a mixer, just use the paddle tool for the whole thing.)

Add the eggs a little bit at the time and keep whisking. Then add the flour, cocoa, baking powder and vanilla and mix just until you have a smooth mix. Do not over mix the flour. Add the milk at the end.

Pour a little bit of cake mix on the bottom of the tin, about 2 cm. thick. Place the pears over the mix, I put them straight in a line but you can put them however you want them. Now, if you have it, add the rest of the cake batter with a piping bag, if you don’t have or don’t know how to use a piping bag, do it with a spoon making sure that you reach everywhere.

Sprinkle the almonds on the top and bake for about 1 and half hours, making sure the cake doesn’t get too dark on the top, if it does, lower the temperature of the oven to 160. Always check with a tooth pick that the cake is dry inside before removing it from the oven, consider that the pears will release their juice, so insert the tooth pick far from the pears 😉

Let it cool completely in the tin and then carefully take it out. If you have troubles with it, just place it for a few seconds in hot water and it will help it to come out!

Now slice it and see…the pears are stuffed with cake! Pretty cool, uh?! 😀

torta con pere interecake with whole pears

Happy baking and happy autumnwinter!

“Veder cadere le foglie mi lacera dentro
soprattutto le foglie dei viali
Soprattutto se sono ippocastani
soprattutto se passano dei bimbi
soprattutto se il cielo è sereno
soprattutto se ho avuto, quel giorno,
una buona notizia
soprattutto se il cuore, quel giorno,
non mi fa male
soprattutto se credo, quel giorno,
che quella che amo mi ami
soprattutto se quel giorno
mi sento d’accordo
con gli uomini e con me stesso.
Veder cadere le foglie mi lacera dentro
soprattutto le foglie dei viali
dei viali d’ippocastani.”

Nazim Hikmet 

Bisogna essere amanti dell’inverno.

Specialmente se ci si è trasferiti in Svezia.

A me non piace, ma ho cominciato ad apprezzarne la bellezza da quando mi sono trasferita qui. L’autunno passa talmente veloce che non ho ancora capito se l’inverno poi, è già cominciato… fa freddo, ma le strade sono ancora piene di foglie gialle, rosse e arancioni e questo è davvero magico. Presto, tutto si tingerà di bianco. Così ho voluto cercare di preparare una torta che rappresentasse al meglio questa corta stagione, spero che ne percepiate l’atmosfera.

Ok, diciamo che l’inverno va bene, con torta e cioccolata calda. Affare fatto?!

Qualche tempo fa ho trovato una ricetta di  Technicolor kitchen per una torta con cacao e marzapane e ho deciso di utilizzarla per questo dolce. L’ho leggermente modificata e sono molto contenta del risultato!

torta con pere intere

Per le pere :

  • 3 pere di media dimensione, io usato le conference perché sono deliziose per i dolci!
  • acqua a coprire, io ne ho usata 1 litro
  • 25% zucchero, io ne ho usati 250 g.
  • potete anche aggiungere spezie o aromi, per esempio la scorza degli agrumi. Io non l’ho fatto perchè questa torta ha già molti sapori diversi!

Cominciate togliendo il torsolo della pera con l’apposito utensile (non so se avete presente quello che si usa anche per fare le perle di melone!) partite dal basso- l’idea è quella di togliere il centro cercando di mantenere la forma il più intatta possibile. Pelate poi le pere e portatele a bollore con l’acqua e lo zucchero. Cuocetele per circa 10 minuti. Consiglio: partite già da acqua bollente, farete molto prima ed eviterete di scuocere le pere!

Per una torta in uno stampo da plum cake:

  • 200 g.  pasta di mandorle
  • 200 g. zucchero (riducete la quantità se usate il marzapane al posto della pasta di mandorle, perché è più dolce)
  • 220 g. burro
  • 220 g. uova
  • 4 g. sale
  • 210 g. farina 00
  • 45 g. cacao amaro
  • 5 g. baking powder
  • polvere di vaniglia (realizzata tritando bacche secche!)
  • 120 g. latte
  • mandorle filettate, per decorare
  • zucchero a velo

torta con pere intere

Cominciate con tutti gli ingredienti a temperatura ambiente.

Preparate lo stampo, imburratelo e infarinateo, eliminado la farina in eccesso. Scaldate il forno a 180 °C.

In un food processor (robot da cucina) o frullatore frullate lo zucchero con la pasta di mandorle, fino a che non ci siano più grossi pezzi di pasta. Se avete usato un robot da cucina, aggiungete direttamente il burro e il sale e montate fino ad ottenere un composto bianco e morbido, nel frullatore invece non funziona. Se avete una planetaria invece,  usate la foglia dall’inizio alla fine del procedimento. Aggiungete le uova poco alla volta continuando a montare. Ora aggiungete i restanti ingredienti e mescolate fino a che siano ben incorporati. Fate attenzione a non mescolare più del necessario. Aggiungete per ultimo il latte.

Versate un poco di impasto sul fondo dello stampo, circa due centimetri. Aggiungete le pere, io le ho messe dritte in fila, ma potete anche scegliere un’altra posizione. Poi con l’aiuto di un sac à poche aggiungere il restante impasto intorno alle pere. Se volete potete farlo anche con un cucchiaio, facendo attenzione a riempire per bene tutto lo stampo!

Cospargete di mandorle filettate e infornate per circa un’ora e mezza, facendo comunque la prova stecchino prima di sfornare. Se il dolce dovesse prendere troppo colore in forno, abbassate la temperatura a 160. Abbiate cura di fare la prova stecchino lontano dalle pere, che rilasceranno molto succo! 😉

Lasciate raffreddare completamente prima di sformare, e se doveste avere problemi immergete il fondo dello stampo in acqua calda per pochi minuti, sarà più facile staccare il dolce.

Provate a tagliarlo e vedrete….che le pere sono ripiene di torta! Bello, no?! 😀torta con pere intere

torta con pere intere

Buona merenda e buon autunnoinverno!

Rose is a rose is a rose

[scorrete in basso per la versione in italiano]

“Rose is a rose is a rose is a rose.

Loveliness extreme.

Extra gaiters.

Loveliness extreme.

Sweetest ice-cream.”

[Gertrude Stein, Sacred Emily]

How about you press play, and keep reading while listening to some good music?:)

Tomorrow is mother’s day, at least in Italy, and I want to tell you about this feminine, delicate, scented cake, that I made for this occasion.

This is for my mum, to tell her that she is special and I love her very much.

cake 2.jpg

White Rose Cake 

Ingredients for a 16 cm cake:

  • 225 gr. flour
  • 10 gr. baking powder
  • 4 gr. di salt
  • 6 egg whites
  • 225 gr. unsalted butter
  • 225 gr. sugar
  • 60 gr. greek yogurt
  • 60 gr. milk
  • 2 or 3 tbs rose water (it is always better to taste, because depending on your rose water or oil, this amount may vary)
  • vanilla powder or grains of a vanilla bean
  • edible rose petals

For the frosting:

  • 300 gr cream cheese
  • 170 gr. sugar
  • 400 gr. whipped cream
  • edible rose petals
  • 2 or 3 tbs rose water
  • fresh strawberries, diced.

Method:

Bring the butter to room temperature and beat it with the sugar, until white and airy. Add the vanilla and the rose water, then the salt, the yogurt and the milk.

Now warm up a little the egg whites in the microwave and add them little by little to the mix. If it splits, no panic! This only means that the whites were too cold, so all you need to to is warm up the mix a little (not to much, or all the nice air bubbles will collapse) and it will go back together. If you are using a mixer, just heat up the bowl, or just bring it near the stove, keep mixing and have faith! 🙂

Now add the flour previously sifted together with the baking powder, mixing by hand, with a rubber spatula.

If you have them, add also the petals. If you couldn’t find fresh ones, you can always use dried ones like I did:

mix.jpg.jpg

Line a mould with baking paper, making sure that on the sides, the paper is a few centimeters higher than the mould.

Bake in a pre-heated oven at 180° C for about 45 minutes, but always check with a skewer.

For the frosting:

Whip the cream. On a side, bring the cheese to room temperature, and whisk it with the sugar and the rose water until nice and smooth. Add a little part of the cream, and mix well to adjust the consistency. Then take a rubber spatula and fold in the rest of the cream. If you want, add some rose petals here too.

When the cake is completely cold, or even better the day after, cut it in 3 layers and brush it with some syrup, made of one part of strawberry jam and one part of boiling water. If you have it, place it on a cake board of the same size of the cake. Fill it with some cream and fresh strawberries and cover it with cream, using a turntable if you happen to have one.

naked.jpg

If you want you can even leave it like that…naked! I decorated it with some rose petals.

cake 1.jpg

And this is the result!
cake with text cool

To all the mums and grandmothers out there, I wish you a wonderful day,  hopefully spent with your families!

Happy baking 🙂

Felicità…

“C’è un’ape che se posa su un bottone de rosa: lo succhia e se ne va… tutto sommato, la felicità è una piccola cosa.”

[Trilussa, Felicità]

 

Che ne dite di premere play, e continuare la lettura con questo bellissimo sottofondo?

http://www.youtube.com/watch?v=uJOxQEM3rXY

Domani è la festa della mamma, e io vi racconto di questo dolce femminile, delicato e profumato che ho preparato per questa occasione.

Mamma, se leggerai questo post, sappi che questo dolce è per te. Mi manchi tanto e ti voglio bene, anche se non te lo dico mai!

White Rose Cake 

Ingredienti per una torta da 16 cm:

  • 225 gr. farina 00
  • 10 gr. baking powder
  • 4 gr. di sale
  • 6 albumi d’uovo
  • 225 gr. burro non salato
  • 225 gr. zucchero
  • 60 gr. di yogurt greco
  • 60 gr. latte
  • 2 o 3 cucchiai di acqua di rose (è sempre meglio assaggiare, perchè a seconda dell’aroma che utilizzerete, la quantità puo’ variare)
  • polvere o semini di vaniglia
  • petali di rosa eduli q.b

Per il frosting:

  • 300 gr di formaggio bianco tipo Philadelphia
  • 170 gr. zucchero
  • 400 gr. panna fresca da montare
  • petali di rosa eduli q.b
  • 2 o 3 cucchiai di acqua di rose
  • fragole fresche tagliate a pezzettini

Metodo:

Portate il burro a temperatura ambiente e montatelo con lo zucchero e la vaniglia, fino a renderlo bianco e spumoso (il l’ho fatto a mano, quindi ho riscaldato in microonde una parte del burro per poter faticare di meno!). Aggiungete il sale, lo yogurt, il latte e l’acqua di rose e mescolate. Incorporate poco alla volta gli albumi leggermente intiepiditi al microonde. A questo punto, forse, noterete che l’impasto si separa. Niente panico! Questo accade quando aggiungiamo all’impasto dei liquidi (in questo caso gli albumi) troppo freddi, e non riescono ad incorporarsi al burro. Basterà semplicemente riscaldare un pochino il tutto – non troppo, o le bolle d’aria incorporate montando si sgonfieranno! – continuando a mescolare, e tutto tornerà a posto! Come fare? Semplice, se mescolate a mano, mettetevi vicino ad un fornello accesso, se mescolate in planetaria utilizzate un cannello di quelli per caramellare lo zucchero..e abbiate fiducia, tutto tornerà magicamente a posto!

A questo punto incorporate la farina precedentemente setacciata insieme al lievito, mescolando dal basso verso l’alto con una marisa.

Se siete riusciti a reperirli, aggiungete ora anche i petali di rosa. In mancanza di petali freschi, potete utilizzare quelli secchi, come ho fatto io.

Foderate una tortiera da 16 cm con carta da forno, facendo attenzione che sui lati la carta superi in altezza il bordo della tortiera di qualche centimetro.

Infornate in forno preriscaldato a 180° C per circa 45 minuti, ma fate comunque la prova dello stecchino!

Io di solito cuocio sempre la torta il giorno prima di decorarla, per avere maggiore facilità nel tagliarla. In ogni caso fatela raffreddare completamente prima di farcirla.

Per il frosting:

Montate la panna. A parte, portate il formaggio a temperatura ambiente e mescolatelo bene allo zucchero e all’acqua di rose con una frusta, fino ad ottenere un composto ben liscio. Aggiungete una piccola parte della panna e mescolate energicamente. Ora mettete da parte la frusta, prendete la marisa ed incorporate la restante panna mescolando dal basso verso l’alto. Se volete, aggiungete dei petali di rosa.

Quando la torta sarà fredda, tagliatela in 3 strati e, se lo avete a disposizione, mettetela su un sottotorta della stessa dimensione. Realizzate una bagna con marmellata di fragola setacciata e acqua bollente in parti uguali e spennellate i tre strati (io questo passaggio l’ho saltato perchè non sapevo se era o meno concesso, ma a voi lo consiglio!). Distribuite bene la crema e i dadini di fragola.

Se lo avete, posizionate la torta su un tavolo rotante e ricopritela di crema.

Volendo, potete anche lasciarla così, nuda! Io però l’ho decorata con dei petali di rosa.

Ed ecco il risultato!

cake 2.jpg

Con questo dolce partecipo a ReCake 8, quindi come al solito ho seguito fedelmente la ricetta proposta, cercando di modificarla il meno possibile.

locandina rose

Per conoscere meglio ReCake, o perchè no, per unirvi a noi, cliccate qui.

A tutte le mamme, auguro di passare una bellissima giornata in compagnia dei vostri figli e nipoti!

Happy Baking! 🙂

 

 

 

 

Half for me..half for you

[scorrete in basso per la versione in italiano]

I’ve been making so much food for this Easter!

I made a typical italian cheese bread, which I will share with you soon, because it is great with cured meats and cheeses…I mean it doesn’t have to be Easter to make it at all!

Look, I even prepared nice coloured eggs for tomorrow’s brunch!

eggs 2.jpg

 

One thing is most important during this period of the year, at least if you have an English husband like me: hot cross buns, of course!

I made them twice in a week, they are really great fun to make, and I find their history very fascinating. They have being eaten in England for centuries, and there are many superstitions around them. Some say that they should be kissed before eaten, because of their cross…

hcb text 2.jpgSome say that, if shared, a bun will ensure friendship for the whole year..

hcb3 text.jpg

And another say they have medicinal power (this is my favourite one, for obvious reasons).

Anyway, here is the recipe that I followed:

Ingredients for about 30 buns

  • 180 gr butter, melted
  • 250 gr. milk
  • 100 gr. sugar
  • 10 gr. salt
  • the zests of one lemon and one orange
  • 4 large eggs
  • 12 gr. dried yeast
  • a pinch of all spice, one of powdered ginger and one of cardamom
  • 860 gr. all purpose flour
  • 150 gr. apricot jam, sifted

for the cross paste

  • 120 gr. water
  • 150 gr. flour
  • 1 tbsp vegetable oil

for the filling

I divided the dough in 3 and I add to one part, dried apricots and roasted almonds, to the second third, candied cranberries and to the rest, raisins.

ingredients

The first time I made them I also used chocolate, but it was too “unconventional” [quoting my husband, the professional eater].

method

It is really simple:

Melt the butter. Add the cold milk to it and check the temperature. If the milk was cold from the fridge, it should be around 20 °C, which is right what the yeast likes.

Pour it in a bowl and add the yeast, the sugar, the spices, the zests and part of the flour. Mix roughly with a fork, then add the salt, the eggs and the rest of the flour.

Pour onto a floured surface, add your fruit or whatever filling you have decided to use and knead the dough until smooth.

PicMonkey Collage.jpg

Let it proof until double in size, in a bowl greased with butter, covered loosely with cling film.

At this point,  make the buns: place the ball of dough on a table without flour (it doesn’t work otherwise! ), form a “cup” with your hand and push on it moving your hand in circles, always in the same direction.

Place on a tray lined with paper and let proof again, always loosely covered with cling film or a clean cloth, if you prefer.

When they are almost ready to be baked, prepare the paste for the cross, just mixing all the ingredients together and pipe it on the buns with a piping bag.

Bake a 190°C for about 20 minutes.

hcb2.jpg

Happy baking and happy Easter! 🙂

Ho preparato così tanto cibo per questa Pasqua!

Ho fatto la pizza al formaggio umbra, seguendo la ricetta di Miria, che trovate qui. E’ venuta buonissima! Poi ho colorato le uova per la colazione di domani..

E la cosa fondamentale, soprattutto per chi ha un marito inglese come me… gli hot cross buns!

Ho seguito la ricetta proposta dalle ragazze di Re- cake questo mese, e mi è piaciuta tantissimo!

Li ho preparati due volte in una settimana, perchè sono spariti in un attimo!

Mi sono divertita nel prepararli, ed è stata una buona occasione per scoprire un po’ di più sulla loro storia, che è davvero antica e affascinante. Fra le altre cose, si conoscono moltissime superstizioni a riguardo. Una narra che vadano baciati prima di mangiarli..

Una, racconta che, se diviso con un’altra persona, un panino salvaguarderà l’amicizia fra i due per l’anno a venire…

E una addirittura assicura che abbiano poteri medicinali (e questa è la mia preferita, per ovvie ragioni… 🙂 )

Ecco la locandina di Re-cake, con la ricetta che io ho seguito quasi alla lettera, ottenendo all’incirca 30 panini da 50 gr. l’uno.

hot cross buns

Io ho apportato le seguenti modifiche:

  • ho ridotto la quantità di lievito a 10 gr, allungando leggermente i tempi di lievitazione
  • ho aggiunto all’impasto pepe giamaicano (all spice, spezia onnipresente nei dolci inglesi), zenzero in polvere e cardamomo, per dare un tono speziato, ma molto delicato.
  • ho diviso l’impasto in 3 ed ho aggiunto ad una parte albicocche secche e mandorle tostate, ad un’altra mirtilli rossi canditi e con la terza ho realizzato i classici buns all’uvetta.

La prima volta che li ho fatti ho aggiunto anche del cioccolato, ma mio marito (il mangiatore professionista) li ha ritenuti troppo anti-convenzionali.

Per quanto riguarda il metodo, ho seguito la locandina, con qualche passaggio che eseguo sempre per comodità, oramai con il pilota automatico. Per esempio: fondo il burro in un pentolino, poi ci aggiungo il latte freddo di frigo e ottengo un composto intorno ai 20° C, ideale per scioglierci il lievito 🙂

Non porto mai il lievito a contatto con il sale, quindi generalmente aggiungo quest’ultimo dopo aver mescolato all’impasto metà della farina.

Per il resto, ho seguito le indicazioni alla lettera e mi sono trovata davvero benissimo con questa ricetta, che vi consiglio vivamente!

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Se volete scoprire di più su Re-cake, cliccate qui!

Happy baking and happy Easter! 🙂