Summer: best served cold

[scroll down for the english version]

Come molti di voi già sanno, io sono un’italiana giramondo.

Giramondo si, ma affezionata ai sapori della mia tradizione, delle mie radici, dei ricordi. Alle ricette delle mie nonne, ai profumi che mi riportano indietro nel tempo e mi fanno commuovere.

In occasione dell’evento «La Cucina Italiana nel Mondo verso l’Expo 2015» promosso da INformaCIBO, le mie amate Bloggalline organizzano il loro primo contest, e io non posso esimermi dal partecipare in quanto non solo Bloggallina, ma anche pasticciera-italiana all’estero-nostalgica cronica dei piatti di casa mia.

Con la ricetta che vi propongo oggi, realizzata nel rispetto della tradizione dei sapori della mia regione, della mia città, e nello specifico proprio di casa mia, partecipo al contest : “La Cucina Italiana nel Mondo verso l’Expo 2015”, organizzato da Le Bloggalline in collaborazione con INformaCIBO, nelle categorie Il gelato nel piatto Dolce Italia.

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UN GELATO VECCHIO-NUOVO:

Gelato alla ricotta di pecora, con amarene e crumble al timo

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Se penso ad una combinazione di sapori tipica di casa mia, la prima cosa che mi viene in mente è ricotta e visciole.

La pianificazione e realizzazione di questo dessert hanno fatto riaffiorare  tantissimi ricordi della mia infanzia: mio nonno che viene a prendermi a scuola con un sacchettino di visciole raccolte da lui sulla via. Il sapore della ricotta appena fatta e ancora calda, in campagna. L’odore di erbe aromatiche nei giardini dei lotti della Garbatella.

Ecco come l’ho realizzato:

PER IL CRUMBLE:18.jpg

  • 200 gr. d farina 00
  • 200 gr. di burro non salato
  • 1 cucchiaino di bicarbonato
  • 80 gr. di zucchero di canna
  • timo q.b, grossolanamente tritato
  • fleur de sel q.b

Disponete la farina, il bicarbonato e lo zucchero in una ciotola. Aggiungete il burro freddo di frigo tagliato a pezzetti e lavorate con la punta delle dita fino ad ottenere un impasto sbriciolato. A questo punto aggiungete il timo e versate in una placca foderata di carta da forno. Distribuite in superficie un pizzico di fleur de sel e infornate a 170°C  fino a che l’impasto abbia assunto un bel colore dorato.

PER LE AMARENE SCIROPPATE:

Putroppo a Göteborg le Amarene Fabbri non si trovano. Non c’è proprio verso, le ho cercate dovunque! Alla fine mi sono decisa a prepararle da sola. Il risultato non è lo stesso, ma è comunque ottimo, specialmente se non c’è alternativa!

  • 350 gr. amarene denocciolate
  • 350 gr. zucchero
  • un goccio d’acqua
  • i semini di una bacca di vaniglia
  • volendo, si può aggiungere un goccio di kirsch

In un pentolino, fate scaldare leggermente le amarene. Aggiungete lo zucchero e la vaniglia, mescolate delicatamente e aggiungete un goccio d’acqua, ma non molta, in modo da ottenere uno sciroppo non troppo liquido. Portate appena a bollore e versate in un contenitore. Lasciate raffreddare e poi, se volete, aggiungete un goccio di kirsch.

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PER IL GELATO ALLA RICOTTA:

Io ho realizzato anche la ricotta, perchè qui in Svezia è difficile da trovare (di buona qualità), come si fa? ve lo racconto nel prossimo post! 🙂

  • 450 gr. di latte
  • 100 gr. di uova intere
  • 100 gr. di zucchero
  • 180 gr. di ricotta di pecora (o vaccina, all’occorrenza)
  • un goccio di panna fresca, opzionale.

In un pentolino scaldate il latte e le uova, mescolando con una frusta. Raggiunti i 50°C aggiungete lo zucchero e portate ad una temperatura di 80°C. Versate il composto in una ciotola e aggiungete la ricotta previamente setacciata incorporandola con un frullatore ad immersione. Lasciate riposare in frigo per qualche ora e poi passate in gelatiera. Quando il vostro gelato è quasi pronto aggiungete un goccio di panna.

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MONTAGGIO:

Poco prima di servire, aggiungete del timo fresco al vostro cruble. Disponetene quanto basta sul fondo del piatto e aggiungete le amarene. Formate una quenelle di gelato con l’aiuto di un cucchiaio passato in acqua calda, e decorate con dello sciroppo e una foglionina di timo.

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Buona estate!

With the occasion of a contest organized by my beloved Bloggalline for the Expo of the italian cuisine in the world, I have decided to propose you a dessert that has in within all the smells and flavours of my country, my city, and more specifically, my home.

While planning it and preparing it, so many memories came to my mind: my grampa, that brings me a little bag of sour cherries that he just picked along the way, when he picks me up from school. The taste of warm, just made ricotta, in the country. The smell of the herbs in the gardens of my neighbourhood.

This, is the essence of my past, with a modern twist.

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SHEEP RICOTTA ICE CREAM WITH SOUR CHERRIES IN SYRUP AND THYME CRUMBLE.

For the crumble:

18.jpg200 gr. d farina 00

  • 200 gr.un salted butter
  • 1 tsp. bicarb
  • 80 gr. brown sugar
  • thyme, roughly chopped
  • sea salt, to sprinkle

In a bowl, mix all the dry ingredients. Add the butter, cubed and very cold.

Mix with the tip of your fingers until you get the right consistency. Add the thyme and place in a tray lined with baking paper. Sprinkle with sea salt and bake a 170°C  until golden brown.

For the sour cherries in syrup

  • 350 gr. sour cherries
  • 350 gr. sugar
  • the grains of a vanilla bean
  • a dash of water
  • a little kirsch, optional

In a sauce pan, gently heat up the cherries. Add the sugar and the vanilla and stir delicately. Add a little water but not too much, otherwise you won’t get a nice thick syrup. Bring slightly to boil and let cool. Then, if you want, add the kirsch.

For the ice cream:

I made the ricotta at home, because in Sweden it is very hard to find (the good quality one). If you also have the same problem, stay tuned and I will tell you how it’s done! 🙂

  • 450 gr. milk
  • 100 gr. whole eggs
  • 100 gr. sugar
  • 180 gr. sheep ricotta (also cow works)
  • a dash of cream

Heat up the milk and the eggs, stirring with a whisk. When it gets to 50°C add the sugar and bring to a temperature of 80°C. Pour in a bowl, add the ricotta cheese, previously passed through a sieve and mix with a hand blender.

Let rest in the fridge for a few hours and the freeze in the ice cream maker. Just when it’s almost ready, add the dash of a cream.

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PLATING UP:

First, add some extra fresh thyme to the crumble. Now place some on your plate, and add the cherries. Make a quenelle of ice cream using a spoon dipped in hot water. Decorate with some syrup and a thyme leaf.

Enjoy!

 

 

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Home made yogurt for dummies!

Thank’s to this lovely italian blog called Fotogrammi di zucchero I was finally able to make DELICIOUS  yogurt at home, without any equipment other than a pot and a container. Don’t you think that’s awesome? I do! 🙂

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Ok so here is what you need to do:

Take 3 TABLESPOONS of GREEK YOGURT at room temperature and put them in an air tight container of over a liter of capacity. The fresher the yogurt, the more milk enzymes it will contain.

Boil 1 LITER of FULL FAT MILK and then let it cool to room temperature – if you have a thermometer, make sure it’s below 38 degrees Celsius, if you don’t have  thermometer, just let it cool down completely.

Once the milk is cold, turn your oven on at the lowest temperature, generally around 50 degrees Celsius, just for a few minutes, then turn it off and leave only the light on.

Take a few tablespoons of the milk, and mix them with the yogurt, just to make it more liquid and smooth. Then, add the rest of the milk and this time don’t mix; just close the airtight container and place it in the oven (with the light on). Now, forget about it over night, or for 10/12 hours (ok, let’s say I slept a lot that night!). Congratulations, you have just made a great yogurt!

Let it just set in the fridge and then enjoy it! It is not very acidic and it’s probably the first time that I actually enjoyed  yogurt on its own. It’s SO not acidic, that I ate it with kiwis and loved it!

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In the original post,  An describes it as a “greek style” yogurt, while mine came out more like a regular yogurt, but that has to do with the fat content of the milk, which apparently here in Sweden is less fatty than in Italy. Either way, I really loved it….

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Just remember to save 3 tablespoons of it for the next one you will make!

Enjoy!

Fare lo yogurt  in casa senza solo con una pentola e un contenitore a chiusura ermetica…si può!

Grazie a Fotogrammi di zucchero ce l’ho fatta anche io!

Il post di An è veramente chiarissimo, e le sue foto come sempre bellissime, quindi vi lascio in ottime mani consigliandovi di leggerlo direttamente sul suo blog!

L’ unica considerazione che vorrei fare è che la consistenza finale dello yogurt dipenderà dalla percentuale di grassi contenuti nel latte che avete deciso di usare! Io ho ottenuto uno yogurt cremoso e non molto denso (ma altrettanto buono! ) perchè qui in Svezia il latte intero ha il 3% di materia grassa mentre in Italia ne ha un minimo del 3,5%.

Provatelo è delizioso!

 

Half for me..half for you

[scorrete in basso per la versione in italiano]

I’ve been making so much food for this Easter!

I made a typical italian cheese bread, which I will share with you soon, because it is great with cured meats and cheeses…I mean it doesn’t have to be Easter to make it at all!

Look, I even prepared nice coloured eggs for tomorrow’s brunch!

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One thing is most important during this period of the year, at least if you have an English husband like me: hot cross buns, of course!

I made them twice in a week, they are really great fun to make, and I find their history very fascinating. They have being eaten in England for centuries, and there are many superstitions around them. Some say that they should be kissed before eaten, because of their cross…

hcb text 2.jpgSome say that, if shared, a bun will ensure friendship for the whole year..

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And another say they have medicinal power (this is my favourite one, for obvious reasons).

Anyway, here is the recipe that I followed:

Ingredients for about 30 buns

  • 180 gr butter, melted
  • 250 gr. milk
  • 100 gr. sugar
  • 10 gr. salt
  • the zests of one lemon and one orange
  • 4 large eggs
  • 12 gr. dried yeast
  • a pinch of all spice, one of powdered ginger and one of cardamom
  • 860 gr. all purpose flour
  • 150 gr. apricot jam, sifted

for the cross paste

  • 120 gr. water
  • 150 gr. flour
  • 1 tbsp vegetable oil

for the filling

I divided the dough in 3 and I add to one part, dried apricots and roasted almonds, to the second third, candied cranberries and to the rest, raisins.

ingredients

The first time I made them I also used chocolate, but it was too “unconventional” [quoting my husband, the professional eater].

method

It is really simple:

Melt the butter. Add the cold milk to it and check the temperature. If the milk was cold from the fridge, it should be around 20 °C, which is right what the yeast likes.

Pour it in a bowl and add the yeast, the sugar, the spices, the zests and part of the flour. Mix roughly with a fork, then add the salt, the eggs and the rest of the flour.

Pour onto a floured surface, add your fruit or whatever filling you have decided to use and knead the dough until smooth.

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Let it proof until double in size, in a bowl greased with butter, covered loosely with cling film.

At this point,  make the buns: place the ball of dough on a table without flour (it doesn’t work otherwise! ), form a “cup” with your hand and push on it moving your hand in circles, always in the same direction.

Place on a tray lined with paper and let proof again, always loosely covered with cling film or a clean cloth, if you prefer.

When they are almost ready to be baked, prepare the paste for the cross, just mixing all the ingredients together and pipe it on the buns with a piping bag.

Bake a 190°C for about 20 minutes.

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Happy baking and happy Easter! 🙂

Ho preparato così tanto cibo per questa Pasqua!

Ho fatto la pizza al formaggio umbra, seguendo la ricetta di Miria, che trovate qui. E’ venuta buonissima! Poi ho colorato le uova per la colazione di domani..

E la cosa fondamentale, soprattutto per chi ha un marito inglese come me… gli hot cross buns!

Ho seguito la ricetta proposta dalle ragazze di Re- cake questo mese, e mi è piaciuta tantissimo!

Li ho preparati due volte in una settimana, perchè sono spariti in un attimo!

Mi sono divertita nel prepararli, ed è stata una buona occasione per scoprire un po’ di più sulla loro storia, che è davvero antica e affascinante. Fra le altre cose, si conoscono moltissime superstizioni a riguardo. Una narra che vadano baciati prima di mangiarli..

Una, racconta che, se diviso con un’altra persona, un panino salvaguarderà l’amicizia fra i due per l’anno a venire…

E una addirittura assicura che abbiano poteri medicinali (e questa è la mia preferita, per ovvie ragioni… 🙂 )

Ecco la locandina di Re-cake, con la ricetta che io ho seguito quasi alla lettera, ottenendo all’incirca 30 panini da 50 gr. l’uno.

hot cross buns

Io ho apportato le seguenti modifiche:

  • ho ridotto la quantità di lievito a 10 gr, allungando leggermente i tempi di lievitazione
  • ho aggiunto all’impasto pepe giamaicano (all spice, spezia onnipresente nei dolci inglesi), zenzero in polvere e cardamomo, per dare un tono speziato, ma molto delicato.
  • ho diviso l’impasto in 3 ed ho aggiunto ad una parte albicocche secche e mandorle tostate, ad un’altra mirtilli rossi canditi e con la terza ho realizzato i classici buns all’uvetta.

La prima volta che li ho fatti ho aggiunto anche del cioccolato, ma mio marito (il mangiatore professionista) li ha ritenuti troppo anti-convenzionali.

Per quanto riguarda il metodo, ho seguito la locandina, con qualche passaggio che eseguo sempre per comodità, oramai con il pilota automatico. Per esempio: fondo il burro in un pentolino, poi ci aggiungo il latte freddo di frigo e ottengo un composto intorno ai 20° C, ideale per scioglierci il lievito 🙂

Non porto mai il lievito a contatto con il sale, quindi generalmente aggiungo quest’ultimo dopo aver mescolato all’impasto metà della farina.

Per il resto, ho seguito le indicazioni alla lettera e mi sono trovata davvero benissimo con questa ricetta, che vi consiglio vivamente!

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Se volete scoprire di più su Re-cake, cliccate qui!

Happy baking and happy Easter! 🙂

 

Goodbye diet, hello Semlor!

[scorrete in basso per la versione in italiano]

“King Adolf Frederick of Sweden died of digestion problems on February 12, 1771 after consuming a meal consisting of lobster, caviar, sauerkraut, smoked herring and champagne, which was topped off by fourteen helpings of hetvägg, the king’s favorite dessert.”

Believe me when I say that these things are to die for! 🙂

Mardì gras, fat tuesday, however you want to call it, it’s Semla day. As you know by now, I’m trying to fit in my new home, so I’ll start by all sort of tradition that involves, baking, calories, eating, and – oh boy- forgetting about my diet.

Semla (plural Semlor) has a very old history. Traditionally, it was only a plain bun eaten on Shrove tuesday, from a bowl of hot milk.

Then the cream came in, and nowadays semlor are available from right after Christmas until Easter, and the tradition of the hot milk bowl (hetvägg…remember King Adolf Frederick of Sweden?) is disappearing.

Each Swede consumes on average five bakery-produced semlor each year, in addition to all those that are homemade. 

This is a recipe is adapted from the Call me cupcake one. 

Ingredients for the dough:

  • 380 gr. flour + 50 gr. for dusting
  • 25 gr. fresh yeast
  • 80 gr. butter
  • 250 gr. milk
  • 25 gr. ground cardamom
  • 35 gr. sugar
  • a pinch of salt
  • 1 egg and a splash of milk to brush

Method: 

In a saucepan, melt the butter and add the cardamom, to help release the flavour. Add the cold milk and check the temperature. Reheat or let cool until it reaches 30°C.  In a big bowl, crumb the yeast, pour over the milk and butter mix and stir until dissolved. Then add the sugar, half of the flour and mix a little. At this point add the salt and the rest of the flour. Move onto a floured surface and work until smooth, gradually incorporating the extra 50 gr. of flour, if you see that you need them. Make sure you end up with a very soft dough, or it will result in hard and dry buns.

Make balls of about 70 gr. for a regular size semla, making sure there is no flour on the table (otherwise they will never smooth) by pushing them towards the table and rolling them under your hand like so:

Now let proof on the oven tray with baking paper, covered, for about 1 hour or until they double in size.

Heat the oven at 225 °C, brush your buns with the beaten and and milk and bake for about 10 minutes, if they are 70 gr. in size.

While they cook prepare the filling:

For the chantilly:

  • 550 gr. heavy cream
  • 30 gr. icing sugar
  • 4 gr. vanilla powder (the black stuff) or the grains of 1 vanilla bean

Simply whip together all the ingredients until you get a firm consistency.

For the almond cream

  • 400 gr. almond paste
  • milk to smooth (I used about 1/2 a glass, but it will depend on the almond paste you use)

If you use a mixer, then mix the almond paste on low speed and add the milk, gradually, until you get a creamy and smooth consistency. If you are doing this by hand, start smoothing it with a fork. At the beginning it will look like a mess, but if you keep adding the milk little by little it will come together really well. Don’t add too much milk: remember that there is always time to add more, but when you add too much, there’s no way to take it back!

Once that the buns are cooked, let cool, then cut the top with a bread knife and make a whole in the center with your fingers, like so:

Put the “waste” of the bun in the almond cream and mix.

Now fill the bun with the almond cream and then add the whipped cream, either with a piping bag or with a spoon, like I did, for a more rustic look.

Put the hats back on, and dust with icing sugar.

Enjoy!

“Il re Adolfo Federico di Svezia è morto per problemi legati alla digestione, il giorno 12 febbraio 1771, dopo aver consumato un pasto a base di aragosta, caviale, crauti, aringa affumicata e champagne, il tutto accompagnato da quattordici porzioni di  hetvägg, il dolce preferito del re”

Credetemi quando vi dico che questi dolci  sono buoni da morire! 🙂

Mardì gras, martedì grasso, chiamatelo come volete, è il giorno dei Semla.

Come ben sapete sto cercando di integrarmi, qui in Svezia, e ho deciso di cominciare da tutte le tradizioni che hanno a che vedere con accendere il forno, cucinare, mangiare, calorie e – in una parola – dimenticare la mia dieta.

Semla (al plurale Semlor) è un dolce con una tradizione lunghissima. All’inizio era solo un panino senza aromi ne ripieni, mangiato il martedì prima del mercoledì delle ceneri, in una tazza di latte caldo.

Poi è arrivata la crema, e al giorno d’oggi i semlor si trovano dappertutto, da subito dopo Natale, fino a Pasqua, e la tradizione della tazza di latte (hetvägg…vi ricordate di Re Adolfo Federico di Svezia?!sta sparendo.

In media, ogni svedese consuma 5 semlor acquistati in pasticceria, e in più ne prepara a casa. 

Questa è una ricetta adattata da quella di  Call me cupcake 

Ingredienti per l’impasto:

  • 380 gr. farina + 50 per spolverare il tavolo
  • 25 gr. lievito fresco di birra
  • 80 gr. burro
  • 250 gr. latte
  • 25 gr. cardamomo in polvere
  • 35 gr. zucchero
  •  1 pizzico di sale
  • 1 uovo e un cucchiaio di latte per dorare

Metodo

In un pentolino, fondere il burro e aggiungere il cardamomo, per cominciare a liberare i profumi. Aggiungere il latte freddo e controllare la temperatura: riscaldare o far freddare, fino ad arrivare ad una temperatura di  30° C.

In una ciotola capiente sbriciolare il lievito, aggiungere il mix di latte e burro e mescolare fino a dissolvere il lievito. Aggiungere lo zucchero e metà della farina, poi il sale e la restante farina. mescolare bene e trasferire sul tavolo infarinato. Continuare ad impastare fino ad avere un impasto liscio, aggiungendo gradualmente gli extra 50 gr. di farina solo se vedete che ne avete bisogno. Dovrete comunque ottenere un impasto molto morbido, o rischierete di ottenere dei panini duri e secchi.

Formate delle palline di circa 70 gr. per un semla di dimensioni regolari. Fate attenzione che non ci sia farina sul tavolo, o non riuscirete a lisciare le palline. Spingete verso il tavolo con la mano a coppa, e muovete  la mano nel verso che preferite (io di solito vado in senso orario).

Lasciate lievitare, coperti da un panno pulito, direttamente sulla placca con carta da forno, per un’ora o finché non siano duplicati di dimensioni.

Riscaldate il forno a 225° C e dorate con un pennello i panini. Infornate per circa 10 minuti, se avete realizzato delle palline da 70 gr.

Mentre cuociono, preparate il ripieno:

Per la chantilly

  • 550 gr. panna da montare
  • 30 gr. zucchero a velo
  • 4 gr. vaniglia in polvere (quella nera) o i grani di 1 bacca di vaniglia

Montate insieme gli ingredienti fino ad avere una consistenza soda.

Per la crema di mandorle

  • 400 gr. pasta di mandorle
  • latte q.b (io ne ho usato circa mezzo bicchiere, ma dipenderà dalla pasta di mandorle che utilizzerete)

Se usate una planetaria, impastate la pasta di mandorle a velocità bassa aggiungendo il latte poco alla volta. Se invece procedete a mano, fatelo con una forchetta. All’inizio sembrerà un gran pasticcio, ma continuate a mescolare e vedrete che verrà benissimo. Non aggiungete troppo latte, si fa sempre in tempo ad aggiungere, ma se ne mettete troppo non c’è modo di toglierlo!

Una volta che i panini sono cotti, fateli freddare, poi tagliate la sommità con un coltello da pane e svuotateli con le dita, così:

Mescolate gli scarti dei panini alla crema di mandorle.

Riempite i panini con la crema di mandorle e poi aggiungete la chantilly alla vaniglia, con un sac à poche oppure con un cucchiaio per un risultato più rustico, come ho fatto io.

Rimettete “il cappello” e spolverate con lo zucchero a velo.

Buona merenda!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Pancake day? Yes, please!

[scorrete in basso per la versione in italiano]

Did you know that pancake day this year will be on the 4th March?

Actually, did you know that there was such a day at all?

Whether is american pancakes or french crêpes or their savoury alternative, the galette, they are amazing, I love them, and I can already see my self cooking, flipping and most importantly, eating them, to celebrate properly pancake day!

Bring on the greased pans, here are the recipes!

If you didn’t try my recipe for american pancakes yet, you can fin it here.

This is the best recipe I’ve tried so far, so there’s no need to look any further.

As for the crêpes, try this one:

Ingredients:

Photo credits: Roger Ferrer Ibáñez, Flickr.

  • 380 gr. sifted flour
  • 15 gr. salt
  • 80 gr. sugar
  • 1 lt. milk
  • 100 gr. melted butter
  • 6 eggs

Method:

Simply sift the flour in a bowl and add the salt and the sugar. Add the eggs lightly beaten and stir with a whisk. Pour in the butter and little by little add also the milk. Cook on a very hot greased pan, making them very thin by rotating the pan with your wrist, paying attention to grease it after every crêpe you cook. I generally do so by spreading a little butter with a piece of kitchen paper towel, as, because the pan is so hot, the butter can burn really fast if placed directly in the pan.

Cover with a cloth the ready ones while you finish cooking and serve with jam, salted butter caramel (heaven), chocolate spread, or even just sugar and butter, or lemon juice. I mean, whatever you do, you can’t go wrong.

Now, for the Galettes. The galettes are the buckwheat version of the crêpes, they are savoury, and typical from the region of Brittany.

You can fill them with ham, cheese, egg, bacon, fish…..just anything really, but if you want to try a traditional one, try the galette complète, with ham, cheese and egg and fold it like the one pictured.

Here is what you need to prepare the mix:

Photo credit: Yuichi Sakuraba, Flickr.

Ingredients:

  • 300 gr. buckwheat flour
  • 8 gr. (2 tsp.) salt
  • 1 whole egg
  • 650/700 gr. cold water

Method:

Follow the same instructions as for the sweet crêpes: Sift the flour in a bowl, mix with the salt and then slowly start add the liquid ingredients.

This recipe needs to rest in the fridge for about 1 hour before cooking.

Enjoy pancake day and happy flipping! 🙂

Sapevate che il 4 marzo è la festa del pancake?

O meglio, sapevate dell’esistenza di questo giorno?

Che siano all’americana, oppure le francesi crêpes o la loro versione salata, le galettes, di queste golose frittelle non ce n’è mai abbastanza e io già mi vedo a cuocerle, far saltare tripli salti mortali, e meglio ancora mangiarle, per dare la giusta importanza al loro giorno dell’anno!

Ungete le padelle, arrivano le ricette!

Se non avete ancora provato la mia ricetta dei pancakes americani, la potete trovare qui.

Questa è la miglior ricetta che abbia mai trovato, quindi inutile cercare altrove.

Per quanto riguarda invece le crêpes, provate questa:

Ingredienti:

  • 380 gr. farina setacciata
  • 15 gr. sale
  • 80 gr. zucchero
  • 1 lt. latte
  • 100 gr. burro fuso
  • 6 uova

Metodo:

Semplicemente, setacciate la farina in una ciotola. Aggiungete il sale e lo zucchero. Incorporate con una frusta le uova leggermente sbattute, poi il burro e pian piano il latte. Cuocete in una padella molto calda e leggermente imburrata, formando dei dischi molto sottili, avendo cura di imburrare sempre la padella fra una crêpe e l’altra. Coprite quelle già cotte con un panno pulito, mentre finite di cuocerle tutte, e poi servite con marmellata, caramello al burro salato ( = paradiso), crema al cioccolato, oppure semplicemente zucchero e burro o succo di limone. Insomma, comunque vada, sarà un successo.

Adesso, le Galettes.

Le galettes sono le sorelle salate delle  crêpes, preparate con farina di grano saraceno e tipiche della Bretagna.  Le potete farcire con prosciutto cotto, formaggio, uova, guanciale a dadini, pesce…insomma, davvero di tutto, ma se volte provarne una versione classica, preparate la galette complète, con prosciutto cotto, formaggio e uovo, piegata come quella nella foto.

Ecco cosa vi serve per prepararle:

Ingredienti:

  • 300 gr. farina di grano saraceno
  • 8 gr. (2 cucchiaini) sale
  • 1 uovo intero
  • 650/700 gr. acqua fredda

Metodo:

Seguite lo stesso procedimento delle crêpes dolci: Setacciate la farina in una ciotola, aggiungete il sale e poi via via gli ingredienti liquidi, con l’aiuto di una frusta. 

Questa ricetta ha bisogno di riposare in frigo per circa 1 ora prima di cuocere.

Buona festa del pancake, e buon divertimento! 🙂